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> I MOTOCICLISTI SI PROTEGGONO DA SOLI! - 21/04/2010

I POLITICI PENSINO ALLE STRADE!

E' stata recentemente presentata alla Commissione Trasporti del Senato una proposta di modifica dell'articolo 171 del Codice della Strada che recita testualmente:

«1. L'articolo 171 del Codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, è sostituito dal seguente:

''Art. 171 - (Dotazione di sicurezza per la conduzione di veicoli a due ruote)

1. Durante la marcia, ai conducenti, e agli eventuali passeggeri, di ciclomotori e motoveicoli è fatto obbligo di

indossare indumenti e di tenere regolarmente allacciato un casco protettivo di tipo omologato, in conformità con

i regolamenti emanati dall'ufficio europeo per le Nazioni Unite - Commissione economica per l'Europa e con la

normativa comunitaria.

2. Ai fini di cui al comma 1:

a) per i veicoli fino a 11 Kw è obbligatorio l'utilizzo del casco integrale;

b) b) per i veicoli da 11 Kw a 25 Kw è obbligatorio l'utilizzo di un casco integrale, di guanti per la

protezione delle mani, e di giacca tecnica con protezioni per spalle e gomiti;

c) per i veicoli da 25 Kw a 52 Kw è obbligatorio l'utilizzo di un casco integrale, di guanti per la protezione

delle mani, e di giacca tecnica con paraschiena integrale e con protezioni per spalle e gomiti;

d) per i veicoli oltre 52 kw è obbligatorio l'utilizzo di un casco integrale, di guanti per la protezione delle

mani e di una tuta tecnica o di una giacca tecnica con paraschiena integrale e con protezioni per spalle

e gomiti e di pantaloni tecnici con protezioni per fianchi e ginocchia.

3. Sono esenti dagli obblighi di cui al comma 2, i conducenti e i passeggeri:

a) di ciclomotori e motoveicoli a tre o quattro ruote dotati di carrozzeria chiusa;

b) di ciclomotori e motoveicoli a due o a tre ruote dotati di cellula di sicurezza a prova di crash, nonché di

sistemi di ritenuta e di dispositivi atti a garantire l'utilizzo del veicolo in condizioni di sicurezza, secondo le disposizioni del regolamento.

4. Chiunque viola le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di

una somma da euro 74 a euro 299. Quando il mancato uso degli indumenti e del casco riguarda un minore trasportato, della violazione risponde il conducente.

5. Chiunque importa o produce per la commercializzazione sul territorio nazionale e chi commercializza indumenti e caschi protettivi per motocicli, motocarrozzette o ciclomotori di tipo non omologato è soggetto alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da euro 779 a euro 3.119.

6. Gli indumenti e i caschi di cui al comma 5, ancorché utilizzati, sono soggetti al sequestro ed alla relativa confisca, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI». Nel corso della seduta 174 della 8° Commissione Lavori Pubblici il suddetto emendamento è stato accantonato

(http://www.senato.it/commissioni/4570/1854/152827/277167/282241/schedasedutacommissione.

htm)

Cosa significa questo?



Significa che l'emendamento è ancora lì, a pendere come una spada di Damocle sulla testa di dieci milioni di cittadini, significa che se ne riparlerà più avanti. Si è deciso di non decidere. Lasciando perdere le intenzioni e gli interessi alla base di questa proposta di legge, nessuno si è preso la briga di interpellare chi questa legge dovrebbe rispettarla: i motociclisti. Viene il sospetto che si contasse sulla disunione e sul disinteresse del motociclista per far passare “in sordina” una proposta di legge che già alla prima letttura appare composta frettolosamente e mal pensata. Basta leggere il testo: nessuna menzione viene fatta di quali specifiche normative vadano adottate se non un fumoso riferimento a “regolamenti emanati dall'ufficio europeo per le Nazioni Unite - Commissione economica per l'Europa e con la normativa comunitaria”. Basta scorrere il testo per vedere che mentre viene data la massima attenzione ai capi d'abbigliamento non si fa alcun riferimento alle calzature... si potrebbe quindi circolare in tuta dipelle ma a piedi nudi!

Inoltre, non si capisce in base a quale criterio l'aumento di potenza si accompagni ad un aumentare delle protezioni da indossare: evidentemente il Legislatore non è al corrente che la maggior parte degli incidenti mortali e causa di gravi lesioni avvengono in aree urbane, a velocità inferiori ai 60 km/h, velocità raggiungibili da qualsiasi motociclo. Il Comitato MotoCivismo ribadisce la sua totale contrarietà a questa proposta, non perchè ritenga

inutile l'uso delle protezioni, ma perché questa norma è l'ennesima pensata di chi ritiene che la sicurezza si ottenga semplicemente emanando leggi a raffica, e ne chiede il ritiro senza ulteriori indugi.

Qualora non si dovessero prendere rapide decisioni in merito al suddetto emendamento, Motocivismo, insieme ad altre Associazioni e sigle del mondo motociclistico che in questo stesso momento si stanno organizzando al riguardo, valuterà quali azioni intraprendere contro questo ennesimo esempio di “leggerezza legislativa”.

Eh sì, perché mentre i motociclisti sarebbero sanzionabili con un'ammenda da 74 a 299 euro e l'eventuale sequestro dell'abbigliamento, chi lascia andare in malora le strade, installa guard rail con spigoli vivi e sperpera i soldi di tutti per realizzare rotatorie e dossi fuori da ogni norma (e logica) se la ride non essendo sanzionabile in alcun modo.

Noi questa volta non ci stiamo!

COMITATO MOTOCIVISMO

20/4/2010